Dino ScordinoDino Scordino
Chi sono

Una storia. Molti linguaggi. Una sola ricerca.

La mia storia attraversa musica, parole, ricerca interiore e progetti nati dal desiderio di dare forma a ciò che sentiamo prima ancora di riuscire a spiegarlo.

Le radici

La musica era già lì.

Sono nato a Milano il 4 dicembre 1974, figlio del maestro Giuseppe Scordino e della cantante Maria della Sila, entrambi arrivati dalla Calabria pochi anni prima. Quando decisero di mettere da parte la musica per costruire una vita più stabile, probabilmente non immaginavano che quella stessa musica avrebbe continuato a vivere in casa, nei gesti, nelle voci e nei silenzi.

Da bambino imparavo a contare il tempo delle canzoni con mio padre e, ascoltando mia madre cantare, sviluppavo senza accorgermene un orecchio e una sensibilità che sarebbero riemersi più avanti.

Fin da giovane età ho cominciato a suonare con la tastiera di mio padre e, a 16 anni, ho scritto la mia prima canzone. Da lì, fino ai 25 anni, ho suonato in diverse band, vivendo la musica nelle prove, sui palchi e nel confronto continuo con altri musicisti. Erano anni in cui non pensavo ancora a un percorso professionale preciso, ma il bisogno di scrivere e suonare era già diventato parte di me. Poi mi sono fermato per dedicarmi completamente alla famiglia e alle mie attività imprenditoriali, che per molti anni hanno occupato gran parte del mio tempo.

“Prima di diventare un mestiere, la musica è stata un modo di sentire il mondo.”

Il ritorno

Quando una passione chiede di essere presa sul serio.

All’inizio del 2014 ho sentito con chiarezza che era arrivato il momento di tornare alla musica con un’intenzione diversa. Ho partecipato a concorsi, seguito percorsi di formazione e masterclass con autori e professionisti della scrittura musicale, approfondendo il lavoro sul testo, sulla composizione e sull’identità dell’autore.

Da quel momento sono nate collaborazioni, brani scritti e prodotti per altri artisti e un percorso professionale sempre più definito. Non mi interessava soltanto scrivere una canzone: volevo capire come trasformare un’intuizione in un’esperienza completa.

La musica strumentale

Quando il suono ha cominciato a parlare senza parole.

Nel 2018 nasce Dream, la mia prima composizione strumentale. È stato un passaggio decisivo: ho scoperto che potevo raccontare senza una voce, affidando alle melodie quello che fino a quel momento cercavo soprattutto nelle parole.

Da lì sono arrivati Infinity nel 2019 e Diamond nel 2020, progetti che hanno consolidato questa parte del mio linguaggio creativo. Negli anni successivi la composizione strumentale è diventata sempre più uno spazio personale di ricerca, fino ad arrivare alla fase artistica che oggi riconosco dentro Umanisonica.

Dream

Il primo passo verso una musica capace di raccontare immagini, memoria ed emozioni senza bisogno di testo.

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Infinity

Un lavoro più ampio e cinematico, costruito attorno all’idea di libertà, respiro e movimento.

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Diamond

Una composizione legata al tempo, agli affetti e al valore di vivere pienamente ciò che abbiamo vicino.

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Life

Una tappa più recente del percorso: un brano che porta avanti la ricerca tra melodia, immagine e racconto emotivo.

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Umanisonica

La direzione più attuale: musica come spazio umano, emotivo e contemplativo.

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Le parole

Scrivere per arrivare dove la musica non basta.

Parallelamente alla musica, la scrittura ha continuato a crescere. Poesie, riflessioni, testi e frammenti sono diventati nel tempo un altro modo di ascoltare e raccontare l’essere umano.

Un Abbraccio al Giorno rappresenta oggi uno dei progetti a cui sono più legato: un viaggio poetico e visivo tra emozione e consapevolezza, pensato come una presenza da aprire nei giorni in cui serve una parola capace di restare.

La scrittura, per me, non nasce per spiegare. Nasce per riconoscere qualcosa che era già dentro di noi.

La presenza

Voce, silenzio e meditazione.

Negli anni la ricerca creativa si è avvicinata sempre di più all’ascolto interiore. Da qui nasce Meditazione Quotidiana, il progetto YouTube dedicato a meditazioni guidate, riflessioni e momenti di presenza.

La voce, il suono e la parola si incontrano qui in una forma diversa: non per intrattenere, ma per creare uno spazio. Uno spazio in cui rallentare, respirare e tornare a sé.

È una parte del mio percorso che non considero separata dalla musica o dalla scrittura. Per me appartengono tutte alla stessa ricerca.

Progetti e direzioni

Creare significa anche costruire luoghi dove le idee possano vivere.

Nel tempo ho affiancato alla mia attività artistica anche progetti editoriali e musicali. Con Play&List ho sviluppato un lavoro di ricerca, selezione e direzione musicale legato alle playlist Spotify e alla scoperta di nuova musica.

Con Motiviamoci, progetto condiviso con Giovanna Zappalà, porto avanti invece uno spazio dedicato a parole, storie e crescita personale. È una dimensione importante, ma distinta: nasce dall’incontro di due visioni e vive come progetto comune.

Oggi

Tutto quello che ho attraversato continua a trasformarsi.

La musica resta il centro del mio percorso, ma nel tempo ha incontrato la scrittura, la voce, la ricerca interiore e nuovi modi di creare. Non considero questi linguaggi mondi separati: sono forme diverse dello stesso bisogno di raccontare, comprendere e condividere ciò che ci rende umani.

Arte. Anima. Consapevolezza. Tre parole diverse per raccontare la stessa ricerca.

Una storia da condividere

Se qualcosa di questo percorso ti ha parlato, puoi condividerlo.

Dino ScordinoDino Scordino · Musica, parole e presenza